Letteralmente "codice/regola di abbigliamento".

In tutte le feste BDSM, in qualsiasi parte del mondo, viene richiesto, a chi vi partecipa , di indossare un abbigliamento di tipo fetish.

E' una regola generale cui – ma solo in Italia – molti obiettano che per le attività BDSM non occorre vestirsi in un particolare modo ma basta ciò che è “dentro” ognuno di noi.

Vero, verissimo.

Ma ...

... qui parliamo di attività/giochi BDSM dentro una festa e non dentro la propria camera da letto.


Talvolta le parole diventano anche pesanti ..”non mi vesto da pagliaccio” ..”niente vestiti o armamentari vari da circo” ... “non mi interessano travestitismi e pantomime da b-movie”, ...”è una forma di ghettizzazione”.

 

Al Nautilus vi è un apposito spazio – la dressing room – per cambiarsi. Spesso, all'estero, questo spazio non c'è perchè tutti arrivano già con l'abbigliamento giusto partendo da casa. Paese che vai, usanza che trovi.
In Italia, per il momento, meglio avere una dressing room (ed un servizio guardaroba del tutto gratuito) e tutto diventa più facile.

 

Le ragioni universalmente ritenute alla base della richiesta del dress code si possono riassumere in:


- una questione di estetica. E' bello arrivare in un posto dove tutti sono vestiti a tema BDSM, anziché in un posto dove tutti sono in jeans e maglietta magari di colore nero pensando che il total black sia una gran figata. Sì.. per un funerale;


- è più difficile che un semplice ficcanaso o curioso perditempo possa entrare ad una festa. Un dress code implica una difficoltà che spesso il semplice curioso non ha voglia di affrontare;


- può consentire a ogni persona di dire già con l’esteriorità dell’abbigliamento qualcosa di sé. E’ facile che una persona che si veste da dottore / infermiera sia amante del genere clinical. Chi indossa una divisa da ufficiale sia un Dom. Chi ha collare al collo e guinzaglio sia un sub. La lista può continuare a lungo con elenco di tipologie o anche di dettagli che possono dare indicazione agli altri del proprio ruolo e gusti;


- obbliga la persona a prestare attenzione al passo che sta facendo ossia quello di recarsi ad una festa BDSM e lo obbliga ad uno sforzo di creatività. La creatività nel BDSM non guasta mai;


- la ricerca di un dress code implica già un entrare mentalmente in una diversa dimensione rispetto la quotidianità ed è indice di una reale voglia di partecipare e non solo di esserci per caso.

Sui flyer delle feste SM d’oltr’Alpe si legge spesso a proposito di dress code che è gradito il : military, fetish, bizzar, clinical, pervy, TV/TS, bondage, gothic, leather, uniform, rubber, SM, PVC, no casual.

In aggiunta va detto che ci sono sul Blog del sito www.gabbia.com alla voce “feste” più di cinquanta post, tutti con foto. Qualche idea/spunto può venire anche da li.

 

Per le donne è più semplice perché come dress code minimale può valere una minigonna in pelle, un top nero più o meno scollato, scarpe tacco alto, un collarino o un frustino in mano a seconda del ruolo.

 

Per gli uomini come dress code minimale può valere:


-pantaloni o pantaloncini in pelle anche simil pelle e per la parte di sopra petto nudo o canotta traforata
-pantaloni neri e per la parte di sopra un gilet in pelle


A questi due dress code basic vanno aggiunti collare/guinzaglio, o polsiere, o frustino a seconda del ruolo. Ai piedi stivaletti neri o scalzo nel caso di sottomesso.


Ma va bene anche ... giacca e cravatta. Sì purchè indossati da un severo professore con al seguito una allieva indisciplinata e con in mano il classico “cane”.

 

Questi sono semplici esempi per chi non ha proprio alcuna idea. La galleria di foto qui sotto può fornire qualche altro spunto.

 

Frasi classiche di chi si presenta senza dress code sono:


“non sapevo” [Il Web è pieno di riferimenti che alle feste SM si va in dress code]
“vengo direttamente dall’ufficio” [I trolley e il bagagliaio della macchina sono già stati inventati]
“sono solo di passaggio” [meglio andare al cinema]
“sono qui solo per dare un’occhiata, non gioco ma solo guardo cosa fate” [non sono ammessi semplici curiosi]

 

Come vedete c'è una risposta per ogni scusa. Inutile provarci ;-)